Tu, Io

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (7)
la trovo particolare nel modo in cui hai impresso ritmo e usato talune parole... mi aggrada e la trovo profondamente amara...
Ogni volta che i miei occhini si posano su un tuo scritto, ogni volta la leettura mi dona il sorriso, ed ogni volta leggo prima tutto d'un fiato, per poi rileggerla ancora una volta con la stessa intensità. Grazie per le emozioni che doni coi tuoi versi.
Bellissima introspezione... Guardarsi dentro e riflettere per poi esprimere sensazioni... con versi di grande fascino che lasciano al lettore il sapore di quel che si prova dentro!. Bellissima! Complimenti!
E' vero, le poesie di Angela si leggono dapprima, tutte d'un fiato e ci si ritrova investiti fa un fiotto intenso di emozione, che è sempre un misto di sorprendente bellezza... poi, si rileggono e il piacere indugia nelle curve e negli anfratti del suo sentire, anche quando questo è espressione di ombre e spine, malinconiche foglie o amari sapori che scivolano sulla pelle della sua anima... troppo banale dire che è un altro splendido esempio della sua Poesia?! Splendida, da conservare e segnalare.
che forza questo parlarsi addosso questo splendere di riflessione aperte alle emozioni del vivere ed al passare del tempo... grandissima prova
una perla di poesia fiocco e segnalo complimenti notevole quel -il tempo prende ostaggi- molto originale
E' sempre un mistero leggere questa esimia poetessa, ma nel rileggerla si scopre di navigare in una dimensione surreale dove l'ipnotico pensiero prende forma e ci proietta nell'immaginario mondo dell'inconscio, come in questa lirica dove il tempo ha fretta di scorrere e nello scorrere rapisce momenti di riflessione da cui emergono miriadi di interrogativi sulle vicissitudini dell'esistenza, gli innumerevoli ed inevitabili perché mai risolti, il continuo perpetrarsi dell'io e gli indolori tu come dardi penetranti. Poesia bellissima, una luce abbagliante in nuvole dense.






