Evaporata
Pamela Li Manni
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Com'è dolce sparire pigramente
dentro un fumo d'incenso
al sapore di zolfo.
Che pace nel gradual'abbandono
mentre l'appanno mentale
consuma lento la vista
e scema l'anelito di Vita.
Sfumo i tratti arrotondati
così come i gest'innamorati.
Adagio con cautela
l'ombra del capo mio
s'un cuscino di pium'essiccate
come le giornate d'un cuor'indurito.
Coloro di bronzo
le unghie mie affilate
e smusso l'angolo arcano
non più ambito.
La resa è resa sacra
L'attesa spira
e rinasce la chimera.
©
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L'autore
Pamela Li Manni
Commenti (2)
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Ugo Mastrogiovanni25 ottobre 2011
Una visione discutibile del proprio essere, ma rispettabile nella verseggiatura.
Lunabionda Valentina Di Caro25 ottobre 2011
La Li Manni potrebbe avrebbe utilizzato la preterizione nei primi versi o aver semplicemente scelto questa forma per evaporare... Discutile, perché soggettivo quindi... Sul verseggiare siamo d'accordo...

