La vita in un corridoio
Uno, due, tre...…
Cento passi fra
andata e ritorno.
Tanto è lungo il corridoio della prigione
dove tuo malgrado sei ospite
e dove oramai da tempo,
giorno dopo giorno, si srotola la vita.
Su e giù,
avanti e indietro
lungo questo budello di cemento
alla ricerca di ricordi ormai persi
e confusi nelle urla altrui.
Discorsi senza senso,
né capo né coda,
si rincorrono e rimbalzano sulle mura
del corridoio senza infastidirti
perché la tua mente è immersa
nell’unico tuo ricordo vivido,
nell’unico tuo desiderio,
tornare a casa.
Ma questa malattia che ruba
i ricordi è senza pietà,
e leggo nei tuoi occhi
il dolore di questa prigione
e sento il
peso dei tuoi cento passi.
Un sorriso mi penetra
e poi subito uno sguardo
mi parla.
Dove sono?
Un vecchio
svuotato dei ricordi
e con movimenti lenti mi chiama.
Il cuore mi si stringe,
l’anima piange.
Io sono stato il tuo carceriere.
Il dolore ti uccide dentro
quando pur agendo per
il bene sei costretto a fargli del ”male”
e continuamente mentire.
Non posso rubargli
l’ultima speranza,
l’illusione che un giorno,
sempre settimana prossima
potrà far ritorno a casa.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!