Pecore
Francesco Paolo
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Non mi diverto a urlare
il cattivo odore dei miei passi,
essi sonnecchiano perché
non sanno mordere,
si avviliscono perché
non si orientano.
Eppure questa città
scalza e rumorosa
vive di sequenze ridotte,
ed io potrei allungarla
la gamba per una
singola emozione.
Ma la tomba castana
delle periferie è una distesa
di ragazzi sfiacchiti,
con in mano romanzi di
cellulosa, e qualche
beato sfregio sulla giacca.
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