Voglia di tacere
Grazia Longo
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Finirà questo delirio di sabbia e cielo.
Non importa se saran
gli alberi più vetusti della foresta
o solo poveri sterpi a bruciar di vita!
Si spegnerà nell'onda d'un mistero.
E' cenere il tempo c'avanza
a spirali azzurre di fumo grigio.
Dimmi come mi senti
e ti dirò chi sei.
Di che colore sono?
Il mio colore è rosso
tu dici.
T’arriva chiara e forte
la mia parola!
Tu trovi quel ch’ero
che son stata
in quel che sono adesso.
E' lì che stai cercando.
Non cercarmi più
nell'alveo del fiume...
Ci sono solo detriti
informi e senza odore.
Guarda l'acqua scorrere.
E' arrivato al suo mare
il mio fiume, ormai.
Non ha più argini
il mio fiume
bagna l'erba e i sassi
e ahimè anche i rifiuti
sulle sue sponde …
Tracima e va ben oltre il letto
che gl'ha assegnato la sorte.
E va, va denso,
verso le salse onde!
Si ferma a contemplare
ancora un poco il cielo
nella radura assorto.
Poi schiaffeggia i sassi
precipitando a valle
indi s'infila un poco,
in gole sotterranee
di muschi e odori ...
Questa parola ormai
è la sola acqua
che di me si potrà bere
e non per tanto sai ...
ho voglia di tacere.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Franca Donà astrofelia28 ottobre 2011
Una Poesia... versi che scorrono come quest'acqua di fiume, tra alberi e muschi, profumi ed incanto della natura e di bellezza.
Giuseppe Boccanfuso28 ottobre 2011
Voglia di tacere per farti "morire lentamente" nei miei silenzi... STUPENDA.


