L'angoscia del sabato sera

La paura, densa, collosa, s'addossa e non ti molla,
gli occhi sbarrati si fissano al bianco soffitto
proiettano dalla mente scene agghiaccianti,
tra nebbie, asfalti ghiacciati e gote imperlate
della fine di fanciullesche serate after hour.
Madri che digitano convulsi messaggi d'amore,
che affondano nelle mancate risposte,
fiore sbocciato che ti crebbi dimmi il tuo stato,
dammi il tuo posto, assurdi silenzi tagliano in due,
lancinanti sono i dardi che si ficcano in cuore.
Grotteschi passi, pesanti, calcano il piccolo spazio,
le ore minute scorrono lente, manca il respiro,
nel tuo angusto giorno di festa passeggi per casa,
gelano in fronte gocce di freddo sudore
delle notturne mamme del sabato sera.
Il groppo che stringe la gola anche la mente confonde,
un male che come garrota strizza il ventre materno
e s'attenua con due fari che scorrono in strada,
si riacutizza quando scompaiono in fondo alla via,
peccato non è il mio amore la luce dell'anima mia.
Alle fievoli primizie di luce albeggiante,
sulla porta gira la chiave, ti svegli di botto
odi lo scrocco una volta, due e la porta s'apre,
di scatto ti alzi dal divano, scruti nell'ombra,
una luce colpisce i tuoi occhi, è la tua gioia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Citarei Loretta Margherita30 ottobre 2011
profonda poesia, emozione e cattura il lettore, notevole complimenti
Maria Rimedio Troncia5 novembre 2011
Niente di più sublime... a definire l'angoscia di madre... che attende... quasi destino intrinseco nel nome... Stupendi versi... lettura emozionale...
