Come potrei
Gerardo Novi
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Mettere in rima la vostra solitudine
dove già gli antichi testi
citano della vostra creazione
come dama di compagnia
poi con il passar del tempo
siete divenute
madri, mogli e amanti
e nelle fiabe
vi abbiamo solo conosciuto
come fate o streghe
nessuno mai mi ha parlato di voi
eppure siete la prima cosa
che gli occhi miei hanno guardato
e come allora, oggi con il mio brizzolato
continuano a guardare
ma non vedo il sorriso di una madre
negli occhi di molte di voi
vedo solitudine
mascherata da e per sempre
con un eterno sorriso
come potrei parlare della vostra solitudine
voi, che accudite il mondo da sempre
senza mai chiedere nulla
voi, che credete ancora in quel principe
che tanto azzurro non lo è
voi, che da sempre siete
non comprese e sottovalutate
e sempre voi, che siete la madre di tutti
ma tranne di voi stesse
forse,è questa la solitudine
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L'autore
Gerardo Novi
Commenti (1)
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Maria Rimedio Troncia5 novembre 2011
Vedo nella chiusa l'essenza di questi versi... madri di tutti, men che di noi stesse... una chiave interpretativa e realistica della vera solitudine... Complimenti per i versi...

