Margherita di cartone

Zoppi pensieri trascinati a fatica
dimorano informi tra cartoni e follia
difesi coi denti e da piena vescica
svuotata in un mondo di grave apatia
studiavo e temevo il tuo lento vagare
sinistra figura di puerile rimpianto
ascosa dal vetro del sogno d'amare
e colori infantili di sincero incanto
lontano restavi e sfuggivi nell'ombra
barcollando ai confini di una vita usuale
sudavo sognando il tuo grido che romba
a cacciare fantasmi e signori del male
libero fiore di spettinata corolla
nel buio degrado tu schiudi la vita
e tuoi fragili petali caricati a molla
accendon memorie di te margherita
ripenso e ti rivivo sgualcita figura
che lasci l'odore della fame e pazzia
mi avvicino e ti sfioro, ma senza paura
contagi soltanto libertà e nostalgia.
©
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