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Morte 30 ottobre 2011 · lettura 1 min · 4143 letture

Gòlgota

Giorgio Dello 411 poesie pubblicate
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Corpi alteri e premorti parole blasfeme e stonate da gorghi di voce inghiottiti pronunciate e incastonate tendono l’orecchio al vento e albeggia un sole a cui mento voci cariche d’ideali suoni e appigli del cuore dissolti poi come sali melodia che lontano muore triste, malinconica e avvilita quanto poco si gode la vita dinnanzi al Golgota sempre sogni preghiere e suppliche come icone finché tornino i bei giorni quel fumo lasciato dal mozzicone una madre che accende un cero ignara, del suo dolore contenuto in una tiara talora ci parlano oniriche brame inadempiute tra la mente come scariche presenti e vive come suppliche in mausolei chiuse con le lacrime e nell’anima, come solide guaine non s’affretta il passo è così spento e nulla resta la tristezza gira nel suo compasso mi ricordo le tue gesta, Padre... ricordo gli occhi limpidi, gioiosi e verdi come balocchi.
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Ci deve essere qualcosa di straordinario anche nella morte... Perché è sempre lì che troviamo le nostre emozioni più forti, le tenerezze ed i nostri ricordi!
(GD)5 novembre 2017
L'autore
Giorgio Dello

Nasco in provincia di Milano, anzi ora provincia di Monza e Brianza. Sono un autore sconosciuto, anche se ho vinto alcuni concorsi di poesia. Dopo la perdita in giovane età di mio padre, grande uomo e mia forte guida, comincio a scrivere per esigenza dell' Anima, prima per me stesso, poi incoraggiato dal prof. Segagn

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Commenti (4)

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Silvia De Angelis30 ottobre 2011

Anche se le persone che non ci sono più, vivono nella nostra anima con il loro amore, cerchiamo di distaccarci da pensieri tenebrosi, che sembrano donare oscurità al ricordo delle persone cui siamo profondamente legati... Poesia apprezzata

s
stefania giacarelli30 ottobre 2011

...,senza fiato... il respiro mi si è mozzato..."quanto poco si gode la vita" è quasi solo una parentesi tra le parole blasfeme, le suppliche davanti al Golgota e il passo spento perché nulla resta... ma vivido è il ricordo di quegli occhi verdi limpidi e gioiosi "come balocchi". ...anch'io ricordo bene gli occhi di mio padre, verdi. Grazie per questi versi.

Jade30 ottobre 2011

Scivola nel profondo questa poesia e colpisce l'amarezza dei versi. Quando una persona cara viene a mancare, tendiamo a cercare qualsiasi segno della loro presenza dopo la morte, ovunque, per avere l'illusione e quel filo di speranza di non averli persi per sempre. La Preghiera intima ci può avvicinare a Loro. Plauso al Poeta. Ammirata infiocco per rileggerla ancora.

elisabetta tegas30 ottobre 2011

Versi che si commentano da soli... hai fatto riaffiorare il mio dolore. Bellissima e sentita. Fiocco!