La sorte m'inganna

Un confuso velo mi appanna l'orizzonte,
non distinguo il colore ma mi oscura fino alla fronte.
lo sguardo vaga, mi confonde.
Vorrei comprendere il dilemma interiore,
ma franca mi inchino al suo mistero.
Impotente osservo la possente quercia,
quella che ero, quella che ingannevolmente
disegnavo in ogni specchio.
Ora mi rifletto senza veli,
senza più falsi misteri,
mi osservo amareggiata, persa, velata dall'inganno.
Nessuna quercia mi appare nel riflesso,
ma un fragile giunco privo di forrza e nessun senso.
Mi piega e mi frattura ogni soffio di vento
nessuno sforzo mi rafforza
e con le mani ferite e calpestate
arranco per restare eretta.
Inutili ferite...
mi arrrendo...
un fragile giunco...
non la visione alterata
di una possente quercia...
Un velo oscuro mi appanna...
e la sorte m'inganna...
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una meraviglia! elogi di cuore (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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poeta per te zaza21 aprile 2013
E tu inganna la sorte, squarcia il velo! Testo intrigante, scorrevole. Forse meglio: la visione altera di una possente quercia.
