Io e te
Il senso del mio vivere,
era la porta che si apriva sui miei giochi.
Era l'attesa,
per farti vedere, che toglievo le rotelle a quella bici
che m’insegnava l’equilibrio della vita.
Eri tu, che mi guardavi e sorridevi,
e riempivi così, dolcemente,
lo spazio più lontano del mio cuore
che libero allora si apriva verso l'alto.
E oggi, nello stesso cielo,
il mio respiro si trascina da una nuvola all'altra,
per riempire di Vento la più chiara delle ombre,
che il sole filtrato dal bianco, sul verde della mia anima ancora imprime.
E il mio equilibrio è sempre così in bilico,
tra una carezza, un bacio,
ed un abbraccio, che come allora stravolgono il mio cuore.
E vorrei che le rotelle di quella bici fossero le tue invisibili Parole,
così bianche,
da rendere ancora e per sempre soffice la mia esistenza.
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Commenti (2)
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V
Valentino Mazzuca14 maggio 2013
Certe volte, leggendo autori che non pubblicano poesie da molto tempo (e forse non ne pubblicheranno più), si scoprono piccoli grandi capolavori come questo. Non ho parole per descrivere adeguatamente la consapevole leggerezza del verso, il riconquistato significato delle parole.
poeta per te zaza14 maggio 2013
L'afflato dell'amorevole attenzione avuta nell'infanzia pervade ancora l'anima del poeta nell'età adulta, con dolcezza, struggimento e consapevolezza dell'eternità di quell'amore. Testo che prende il cuore, vera, trascinante poesia.
