Due Novembre, ogni giorno é morte
Grazia Longo
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Frusciante nero di colore spento
acceso dalla nostalgia di ieri.
Cero consunto sul collo liscio
d'una bottiglia vuota.
S'accartoccia un sogno
tra le mani del tempo
come un foglio spento.
Freddo marmo del vicino accanto
foto ingiallite a guardare il sole
per chi è rimasto
vuoto a perdere
inginocchiato su un tramonto.
Sull'erbose rive degli occhi
stillano perse acque
e cadono spente
nel male silenzioso
dell’abbandono.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita2 novembre 2011
la morte lavora sempre, non conosce il tempo, notevole complimenti
