Medusa
Mi hai rubato l'incanto del sonno,
quando voluttuosa, la tua chioma
teneramente carezzò la notte.
Le tue iridi lapislazzuli, o Medusa,
incantano come alabarde infuocate,
i miei stanchi occhi d'oplita.
I tuoi ricci son vivi ed han fauci,
vivacissimi crotali melograno, come arbusti
mossi dallo starnuto di Zefiro.
Or la cute dimentica il roseo candore,
il cuore pompa calcestruzzo nelle arterie,
e il soma s'appresta a divenir granitico.
©
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L'autore
Alessio T Ferro
da qualche parte son nato, da qualche parte morirò... quel che sta in mezzo m'offre lo spunto quotidiano per poetare. un abbraccio alessio
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