Costa dei gabbiani
Tra queste rocce spaccate di sole
negli anfratti salmastri
il verde del mare s'apre in bocci di schiuma
che si rincorrono
s'abbarbicano sullo scoglio
frantumandosi in pezzi di cristallo.
Dall'alto un gabbiano plana sull'acqua
e torna nel sole.
Il suo grido è vita.
Risponde l'eco del mare
la mia voce.
Tutto si confonde
e perde forma come cera.
E nel morire e rimorire dell'onda
la ghiaia scivola
brilla per un attimo
e si spegne
inghiottita dall'acqua
come il sole
che a sera lascia strie d'indaco sull'orizzonte.
In quest'angolo di mondo
perso tra cielo e mare
s'annidano i gabbiani
bianchi
fermi
guardiani di vita.
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L'autore
Fede
Sono nata nel 1962 da genitori toscani. Vivo a Verona. Sono medico. Scrivo da sempre. Spinta dal mio prof. di lettere del liceo, quindi parecchi anni fa, iniziai a partecipare a concorsi di poesia (tanto non mi conosceva nessuno!!) piazzandomi anche bene (Nomisma Auratum concorso A. Aleardi nell' 83, Menzione d'onore
Commenti (1)
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Pino Penny22 novembre 2006
che bella questa descrizione non solo di un luogo con i suoi agili e numerosi abitanti, ma sopratutto delle sensazioni provate in un angolo di paradiso.
