Un Velo di Poesia

Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una
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Sai? Mi hai fatto riflettere sull'essenza dell'anima e mi domando se ci sia differenza fra l'anima di una creatura vivente e quella di chi ci ha preceduto nel varco... e mi chiedo perché si ha più considerazione dell'anima nella morte che non nella vita... Mi è piaciuto leggerti.
I versi ed il messaggio saranno anche belli, ma non mi piace per niente come hai spezzato i versi e le strofe, tra l'altro senza punteggiatura non si sa perché (è una moda oramai giusto?). "Sono stati quello che" è orribile a sentirsi, cacofonico direi, nonché grammaticalmente scorretto: il soggetto è plurale, "quello" è solo singolare, avresti dovuto scrivere "ciò" che può essere sia singolare sia plurale.
tutta la poesia è un invito alla speranza, a dare un senso alla nostra vita... il passaggio dal plurale al singolare indica la partecipazione ad una realtà unica, una dimensione in cui tutto è Dio e come tali ciascuno di noi ne fa parte... senza essere più singoli individui ma una grande anima che si abbraccia al divino, l'Essere e lì che allora siamo uno... l'impostazione stilistica la rende più incisiva e sottolinea le parole...
Questa splendida poesia ci porta a riflettere sulla nostra condizione umana. Grazie per avercela regalata. PS. Penso di sapere, dallo stile, a chi appartiene. Ne darò conferma donani quando vedremo i nomi (onestamente preferisco quando è visibile l'autore/trice).
leggo la poesia mi lascio trasportare da queste riflessioni tra la vita e la morte e le immagini mi portano un senso di sollievo per chi non posso più abbracciare... stile contenuto forma impeccabile




