Solitudine
Solitudine accesa
di freddo e di muffa.
Nebbia nelle ossa, nei pensieri
e nel domani.
Già troppo pesa
questa montagna
che cresce ancora.
Come è bello essere
il signore
della solitudine
e marcire
nell'ombra perenne
nata dall'acqua putrida
se questo
è il destino.
©
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L'autore
armando mondin
Figlio ribelle alle imposizioni stupide dell’umanità. Ragazzo e poi uomo per lungo tempo felice, sensibile al mutare delle stagioni della vita. Osservatore non sempre indenne degli umori dei tempi. Essere umano che ha voluto donare, non a semina, il proprio amore totale solo a chi lo accompagna nel tempo lungo sulla st
Commenti (1)
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M
Massimo Pucciarelli3 novembre 2011
di una distruttività assoluta ma veritiera anima di un poeta che racconta se stesso nel momento