Il Soldato
Amedeo Falco Teophilus
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Il suon di un
frastuono
e cadde in
brandelli il ponte
il soldato che
moriva al fronte.
Nel cor mio
ormai gelato
disperata
pace ho cercato.
Nell'animo sentivo
una dolce
voce pacata
e così sincera
l'annunzio di
una nuova primavera.
E si marciava tra
la disperazione e
il gelo,
calava la notte
e copriva
come un velo
il mio triste pensiero.
E s'attendeva
fremendo il giorno
del ritorno,
prima che il
nemico avesse
ragion di noi
lì in fondo.
E nelle mani la
mia bella,
sorridente
soave
splendea...
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L'autore
Amedeo Falco Teophilus
Commenti (1)
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Salvatore Armando Santoro5 dicembre 2011
Una mia vecchia poesia (Piave) diceva: "Oggi per legge di nuovo siamo amici: io una gamba sul Piave ci ho lasciato e il mio vicino ha perso, tra i nemici, i fanti che le figlie avean sposato." I nemici non esistono, il mondo è di chi lo abita, i confini sono un'astrazione dettata dall'egoismo e dalla prepotenza umana! Un abbraccio, amico mio. Armando

