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Morte 4 novembre 2011 · lettura 2 min · 4424 letture

Il bimbo delle foglie d'autunno

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Le foglie dei primi giorni di novembre, ti hanno portato via. -Non volevo piangere... Mentre i medici dicevano, forse urlavano- I tuoi piedi, così piccoli, sai, quante volte li ho sognati, e i tuoi primi passi... non ci saranno, mai, come mai il tuo primo pianto. -Non volevo odiarmi, mentre nascevi... ti partorivo inerme, e già, portato via dalla vita- Era nero, così, nero... Mi perdevo nel mio sangue, nel tuo, nel nostro... fiume di un silenzio che uccide. E divento miscela di nulla come fantasma che non sa oltrepassare le mura. Volevo toccare le tue mani, così minuscole... Le avevo già disegnate rosee, e paffute... Ho visto il grigio, stesa, dopo il dolore che i reni avevano fatto piegare anche il cuore. -Era grigio, anche il soffitto, e la luce, di un giglio che appassisce nel giardino, sotto i baci del sole, e le sue inutili lacrime di primavere già abusate, ed estati lacerate come quel brandello che San Martino del Carso ci ha lasciato, una croce lunga quanto la cicatrice -di un cesareo-. Appendo candele, cercando il fuoco di un purgatorio -più caldo- di questo inverno già arrivato, e ho tagliato anche i capelli, senza specchi, che riflettevano ancora il grembo dove ti avevo -cullato e sorretto-. E canticchio ancora, con paura, guardando una culla vuota. -Un rumore, di ronzio, e di mosche, che dominano, sciami di echi cieche, e prigioniere, delle loro orfane parole.-
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Ai bimbi -mai nati-, e alle madri.

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (1)

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Loretta Stefoni4 novembre 2011

Poesia molto toccante ... grande sensibilità dell'autrice. Coinvolta dal primo all'ultimo verso da un'atmosfera intensa e struggente. Segnalazione.