Il bimbo delle foglie d'autunno
Giorgia Spurio
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Le foglie dei primi giorni di novembre,
ti hanno portato via.
-Non volevo piangere...
Mentre i medici dicevano, forse urlavano-
I tuoi piedi, così piccoli,
sai, quante volte li ho sognati,
e i tuoi primi passi... non ci saranno,
mai, come mai il tuo primo pianto.
-Non volevo odiarmi,
mentre nascevi... ti partorivo inerme,
e già, portato via dalla vita-
Era nero, così, nero...
Mi perdevo nel mio sangue, nel tuo,
nel nostro... fiume di un silenzio che uccide.
E divento miscela di nulla
come fantasma che non sa oltrepassare le mura.
Volevo toccare le tue mani, così minuscole...
Le avevo già disegnate rosee, e paffute...
Ho visto il grigio,
stesa, dopo il dolore
che i reni avevano fatto piegare
anche il cuore.
-Era grigio, anche il soffitto,
e la luce,
di un giglio che appassisce nel giardino,
sotto i baci del sole, e le sue inutili lacrime
di primavere già abusate,
ed estati lacerate
come quel brandello
che San Martino del Carso ci ha lasciato,
una croce lunga quanto la cicatrice
-di un cesareo-.
Appendo candele,
cercando il fuoco di un purgatorio
-più caldo- di questo inverno già arrivato,
e ho tagliato anche i capelli,
senza specchi,
che riflettevano ancora il grembo
dove ti avevo -cullato e sorretto-.
E canticchio ancora, con paura,
guardando una culla vuota.
-Un rumore,
di ronzio, e di mosche,
che dominano,
sciami di echi cieche,
e prigioniere,
delle loro orfane parole.-
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Loretta Stefoni4 novembre 2011
Poesia molto toccante ... grande sensibilità dell'autrice. Coinvolta dal primo all'ultimo verso da un'atmosfera intensa e struggente. Segnalazione.

