Risparmiamo il legno della croce
Grazia Longo
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Ho radici senza seme
nate per talea
e fiori sdruciti sparsi
in un campo incolto.
Consunto è il tempo
che scivola stanco e veloce
e il bisturi è affilato e ancora taglia
incide nella carne e nella roccia
apre le vene e tormenta il cuore
e il sangue esce a fiotti
denso e vischioso
si raggruma in fondo ad ogni respiro
che preme silente sul costato!
Grandine assassina e beffarda
a gelar i germogli fuori stagione
e a bucar le foglie d'altre annate.
Crivella anche i pensieri arsi
tra le verdi venature,
lacera questi fogli sparsi
ne farò carta straccia
per raccolta differenziata
almeno non sporchiamo la terra di dolore.
Mettiamoci una pietra sopra
tanto sono solo parole!
Risparmiamo il legno della croce per il tarlo
che rode da dentro come un pensiero truce
tanto lo senti la notte soltanto
in fondo alla fossa ove piano geme
una goccia salata di rimpianto
e il fiato si perde nell’umido gelo
e appanna il respiro sul vetro del tempo.
S’appanna la voce, s’incrina la mano
sul freddo aggrumato del cuore.
S’allunga ora l’ombra nel raggio di sole
e cela la pelle con ruvida lana.
Si sposta la lama dal fianco ora al cuore.
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Grazia Longo
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