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Sociale 5 novembre 2011 · lettura 1 min · 2754 letture

Ritorno in Sicilia

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Arrivo. Hai già fatto il bagno? Ma non nel solito sangue dei tuoi figli ammazzati! Vorrei trovarti pulita! Hai bevuto? Vorrei trovarti senza sete, imbevuta di acqua candida e pura. Hai curato le tue ferite? Vorrei trovarti innocente e sana come i pesci che affollano il tuo mare ancora azzurro e pulito. Sono speranze vane? Presto lo saprò, ma già mi tremano le gambe, ho paura di trovarti morente con i soliti corvi al tuo capezzale. Temo che sarai rassegnata e spenta, senza neanche la voglia di sperare. Ti ho prestato il candore di mia figlia e lei, già furba, è venuta a rubarti alcuni raggi del tuo sole. Io arrivo a riprendermela, col viaggio prenotato, prima che tu, donna viziosa, ne corrompa l'animo. Corvi anche noi? No, passeri scappati per paura di vivere morendo, spenti e rassegnati!
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Versi scritti sul filo della nostalgia per la terra natia dove il migrante ritorna d'estate a riprendere la figlia in vacanza dai nonni. Traspare l'ansia mista al timore di trovare la propria terra non cambiata, spenta e rassegnata!10 ottobre 2012
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (2)

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Sara Acireale24 luglio 2013

Leggo tanto amore per la nostra bella Sicilia ma, nel contempo, consapevolezza che molte cose non cambiano, il degrado civile e morale aumenta e a niente è valso il sacrificio di Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, Livatino ecc. No Poeta... un germe di speranza c'è in questa splendida isola, c'è gente che vuole lottare per liberare la sua terra da mali atavici, gente che si ribella e non vuole sottomettersi. Tu continua con le tue poesie- denuncia Poeta... Molto apprezzata

Angela Schembri6 luglio 2015

Toccanti e tristi versi su alcune piaghe della nostra bellissima terra in una realtà che sembra non cambiare. Basta ricordare le tante vittime uccise, il problema sulla scarsa erogazione d’acqua potabile. Molti sono gli emigrati che con coraggio e forza d’animo si sono allontanati dalle proprie origini e dagli insostituibili affetti, per amara decisione dell’uomo, poiché quel che dona la natura e la storia sono spettacolari: templi maestosi, spiagge dorate bagnate da azzurro mare sotto un cielo d’aria pura. Bella la descrizione della figlia gioiosa “a rubar alcuni raggi di sole”. Complimenti!