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Morte 4 novembre 2011 · lettura 1 min · 1425 letture

Nella nebbia

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Attaccato alla fredda roccia scolpita dalla risacca come un nero mitilo dal bisso tenace, piango sulla bigia scogliera, la sabbia dorata caccio dagli occhi mi brucia lo stillicidio di perle di sale. Zampetto e striscio come un granchio tra le alghe, fuggo impaurito tra gli anfratti di pietra, scivolo giù nel basso fondale del mare dove m'areno, e amare, insabbio le idee. All'orizzonte lancio il desiderio che svanisce dentro il candido velo ovattato mentre scende la lanugine bianca che ammanta e inghiotte il creato nascondendo le onde che nell'andirivieni s'infrangono. Nuvole di schiuma si levano in alto gli spruzzi sul mio volto ricadono aspergono i granelli di polvere rinfresca i bollori la gelida acqua marina. Ora son carne lavata sanguinolente sono pezzo di vetro smerigliato tagliente liscio e gelido come il ghiaccio scivola l'anima e nella nebbia scompaio.
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Commenti (8)

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Patrizia Ensoli4 novembre 2011

Un temperamento e un fuoco che come roccia viene levigato dal tempo, graffiante introspezione, consapevolezza di un lento disgregarsi ... Lirica intensa, urlante ma sempre in uno stile ricercato e accurato!! Molto bella e piaciuta!!!

EnzoL4 novembre 2011

non mi fermerò sul significato della poe, che chiarissimo balza agli occhi... ma su il tuo verseggiato che urla tra le belle parole e metafore come un Blues... un incanto leggere questi versi accompagnati dal grande Joe... mi sono venuti i brividi fino alle ginocchia

un dolore complice di affabile sentimento dove il meraviglioso suo esternare comprende l'infinito partecipare... con flussi decantati in incantevoli precetti con le note preziose che si amalgamano al cuore... TRISTE E STUPENDA... CON BELLEZZA POETICA SUBLIME... COMPLIMENTISSIMI

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vinfra475 novembre 2011

perché il mio caro amico poeta deve scomparire nella nebbia? non v'è motivo alcuno. caro amico tutte le nebbie si diradano prima o poi basta saper aspettare che il sole ad est risorga. sinceri apprezzamenti e un caro saluto notturno.

Garbofania5 novembre 2011

...e in un nebbioso mattino, la Metamorfosi. Ritrovarsi umile granchio attaccato agli scogli. Desiderio di annullarsi nel grembo della Madre tra il frangersi delle onde che insultano l'esistenza . Metafore e desideri potenti, bellissima questa Poesia.

Angela Fragiacomo5 novembre 2011

trovo questa lirica fortemente introspettiva, specchio d'un sentire in cui si perde e raffredda l'anima... forse più una speranza, che raffreddi bollori che non danno pace, che non s'acquietano e risucchiano energie, lasciando esausti... e forse la morte diviene liberazione... ma l'anima non si raffredda... l'anima pulsa, anche nella morta, semmai liberata del corpo, fa più luce ancora... sicuramente dai toni forti, possono nascere innumerevoli interpretazioni e riflessioni... unoi stile che toglie il fiato, versi vergati con forza e passione, di cui l'Autore non fa mai risparmio sentita e piaciuta per lo stile

Jade6 novembre 2011

Parole forti, toccanti che descrivono il disgragarsi di una vita con bellissime metafore nell'mminente liberazione dell'Anima. brividi!

DonnaFPgreeneyed7 novembre 2011

Nelle splendide metafore inneggianti la natura, emerge la tristezza e il sentore dell'oblio. Confondersi con la nebbia e sparire... La nebbia può durare un po' ma non per molto, (io me n'intendo, nella val padana si cresce a pane e nebbia) spiragli di sole daranno nuovi riflessi alle onde dell'anima del Poeta Autore che ritornerà ad essere impetuoso e ardito come sempre.