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Impressioni 5 novembre 2011 · lettura 1 min · 2814 letture

Non c'è spazio

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Non si incontrano la fimmina con la borsa della spesa e l'uomo dal blazer di velluto L'occhio vitreo del pesce spada racconta la morte Rotondità in legumi e primizie Profumi di pesce e di spezie Confusione in carni e pollami Macello di voci abbainate Si compra e si vende Si guarda e non si vede Non si incontrano Non c'è spazio per il cielo nella tela
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"abbainate", licenza poetica tra il verbo ammainare e le abbanniate dei venditori.

L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (2)

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Andrea D’Alfonso5 novembre 2011

Ottima stesura poetica che coglie appieno il segno del tema evocando la ricerca guttusiana della descrizione infinita del mercato palermitano che rappresenta la vita, in quella ricerca degli spazi pieni e densi di figure umane e inanimate si percepisce ad ogni sguardo un orizzonte sempre diverso ed il cielo per la sua vastita sembra non avervi posto in questo guazzabuglio di commercio che si addice all'umano agire. Complimenti per la bellezza poetica e le bravura!

Giovanni Chianese6 novembre 2011

Ottima riflessione del poeta in questa intensa impressione, non c'è spazio per il cielo nell'affollata tela della Vucciria ma solo piccoli sgangherati piani ravvicinati tra loro a rappresentar, spezie, carne, pesce, frutta, ostentata merce di audaci mercanti di strada a farsi spazio con gomitate di prepotenza, al fine di guadagnarsi l'attenzione di passanti amorfi e silenziosi.