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Sociale 5 novembre 2011 · lettura 1 min · 2163 letture

Medice, cura te ipsum

omissam 412 poesie pubblicate
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Vorrei vivere, ancora. Ostinato malcelato sull'orlo di un ricamo scavalcando la nebbia dei rammenti nella faccia del rimpianto. Sorvolarmi dall'alto, vorrei. Scrutarmi accucciato sui dolori inginocchiato al rimorso di quel che avrei dovuto essere. Sfuggirmi. In coda a silenzi strappati mai resi agli umori regalati mai rinnegati. Perdonarmi. Agli errori distaccarmi abbagli perenni dei tanti volti dimenticati dei sorrisi rubati delle mosche sul tuo seno. Incatenarmi. Coi pianti provocati urla soffocate gemiti da ripagare ricomprare regalare. Assolvermi. Dai segreti inconfessati tradimenti esibiti... fiori per comprarti mani nella fica per spegnere ogni grido. Vorrei vivere, di nuovo. Cospargermi. Per penitenza una sconfinata giovinezza...
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...e la metamorfosi continua...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (6)

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Garbofania5 novembre 2011

L'Autore viaggia e la meta è irraggiungibile. Uscire dal proprio corpo e scrutarlo "dall'alto", dal "fuori";cruda è la visione della nostra "miseria" e piccolezza. Rinascere insetto, orribile e puro... chiara la percezione di ciò che è stato, scorrono fotogrammi, parti di Vita. Lettura inquietante e per questo accattivante.

Francesco Giardina5 novembre 2011

..."per penitenza una sconfinata giovinezza", chiusa in perfetta sintonia con tutto il senso della poesia che intraprende considerazioni "leggermente al di fuori dalla media". ...pirandelliano evocar

lady oscar6 novembre 2011

...bel viaggio al di fuori di se stesso... guardare con occhio distaccato, privo di coinvolgimento, la propria vita, riconoscerne gli errori per evitarli, ma averne allo stesso modo pena, perdonarli, perché spesso siamo giudici inflessibili di noi ...in effetti ci vorrebbe un'altra vita per rifare tutto al meglio, per goderla senza fare e farsi male... lirica profonda, incisiva e molto molto apprezzata...

Laura Sensoli6 novembre 2011

In questa lirica tutto il rimpianto per ciò che avresti voluto e quello che ora hai davanti a te. Passi leggeri di una vita vissuta con il gusto di essere ciò che sei. !

Angela Fragiacomo6 novembre 2011

Ci sono momenti in cui si vorrebbe semplicemente voltar pagina... chiudere coi capitoli precedenti, quel siano stati, assolversi senza carichi pendenti... e ricominciare... ma la chiusa sorprende, come se infine si comprendesse ch'è poi questa la vita e che anche ce ne fosse data possibilità nuova... in un'eterna giovinezza, commetteremmo altri errori, e sarebbe tutto inutile, come una condanna a ripetere un percorso già fatto... ogni cosa a suo tempo... Meravigliosamente profonda questa lirica, un'introspezione di grande spessore!! Ammirevole capacità in uno stile inconfondibile... che apprezzo sempre molto

DonnaFPgreeneyed7 novembre 2011

Vorresti... medice, cura te ipsum, giusto! Osa, assolviti, perdonati e ricomincia, datti una nuova opportunità e non guardare l'eta. I giovani che son morti, non avevano acciacchi eppure... Lirica e stile apprezzati.