67 lettori online · 359.816 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale paoloursaia.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Riflessioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paolo Ursaia
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 6 novembre 2011 · lettura 1 min · 3151 letture

La differenza

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
+ Segui
Giochi ogni giorno tra il bene ed il male e non senti sulla pelle il vento triste che m’offende… devi star tranquilla, le mie amiche son pericoli da cui fuggire se t’amo, se ho rispetto per te; eppure lui, e definirlo amico è insulto giacché qualcosa accadde, è lì, e devo nutrir fiducia. Devo far mille cose per te e per il mondo e tu aspetti, seduta, e nemmeno mutar colore è possibile nel tuo volto, vergine venerabile listata a lutto per l’infame che non scordi. Sempre più sento lo scarto atroce tra ciò che sei e senti e quello che ne racconti; verrà il giorno che tra amare e bene velle perderò di vista e l’uno e l’altro e resterà questo vuoto di donna pieno dei tuoi mille desideri e del perbenismo malato che ti rovinerà la vita.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Vecchia poesia, ritrovata dopo tanto tempo ieri sera. Letta col senno del poi, quasi profetica

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Grazia Bianco6 novembre 2011

Un destino che scrive poesie per il futuro... lascia orme da indossare in un attimo presente. Intima e profonda, lascia scivolare tutto nel profondo sconosciuto!

Simona Scudeller6 novembre 2011

Un testo pulito, scorrevole alla lettura, grazie anche alla froma discorsiva e chiara. Linguaggio più che meritevole di considerazione, tenuto conto del contenuto carico di dolore e, forse, rassegnazione. Penultima quartina molto significativa e profonda, a mio avviso la vera chiusura di un ciclo, quello interiore e personale di un percorso logoro. Letta con piacere.