Anticipazione del presente
Lunabionda Valentina Di Caro
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Figlio mio, serve a poco qualunque mia preghiera
e poi preghiere io, non ne so fare
Tu fosti conservato come chicco d'orzo perlato
per divenire pane in tempi di fame
eppur a nulla servì, perché crollò nel frattempo la dispensa
così come la pazienza da dispensare
alle notti trascorse davanti ad un bicchiere
le dita di catrame e il capo tra le mani
Ti vedo adesso e ti compatisco
nascere mentre il mondo muore
storiche contingenze negative e sfondi fiabeschi
su teloni strappati d'una lurida commedia
in un teatro d'agenti usurai
Sì...tu magari ci proverai...
a coltivare ideali che io non potrò sostenere
la malasorte è l'unica cosa che ormai cresca nel nostro giardino
Certo... la casa te la lascio, ma senza tetto sulla testa
e alcuna testa sul collo
Io sono un vecchio peso morto
ma non vorrei certo morirti sul groppone
scavami presto una fossa comune
per metterci i sogni della mia generazione
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Commenti (2)
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Clara Gismondi6 novembre 2011
Una poesia cruda sul futuro presente... Tanto vera da farmi rabbia... Gli ideali, la volontà di costruire, il lavoro, la dignità, il rispetto,...Nascosti ormai, antichi come lo siamo noi... Abbiamo un'eredità dura da far sopportare... Poesia che mi ha colpito... L'ho apprezzata in toto!
Elena Poldan6 novembre 2011
Testo duro e reale, crudele, forse un po' troppo, ritratto di un vissuto che nulla di buono lascia presagire. Molto ben costruita. Particolarmente colpita...


