Gli occhi dell'Africa
Gabry Salvatore
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Ti offro il mio sguardo
è il solo che possiedo
attento alle vicende, largo al prossimo
e nulla ti chiedo se non di essere
nella vita di tutti o una parte di essa,
nel silenzio vago,
pregando il cielo che mi trovi
nella rozza fornace
di schiene spezzate
moribondi padroni di miseri pasti.
Non lo so fratello,
se è la condizione umana o l’essere poveri,
che riveste di carne la punta della lancia,
non lo so se il gancio dell’aratro
è la culla del bimbo,
so per certo che si pesa poco
quando non c’è pane e
la lingua di porpora raspa i denti,
che sanno di mango e miglio.
Tu che sei, amico dai grandi occhi,
lì dentro c’è posto o è deserta?
Tu che hai, una pietà da vivere,
che l’ignoranza non fai grassa,
ai posteri dirai,
che se il nero della pelle non è carta,
almeno lavagne siamo per imparare.
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L'autore
Gabry Salvatore
Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo6 novembre 2011
Un rientro alla grande di quest'autrice sempre sensibile alle problematiche sociali. La poesia è scorrevole, ben scritta e curata nel lessico. Molto apprezzata per la profondità del contenuto e per stile.

