Tra Silenzio e Caos
Maurizio Melandri
424 poesie pubblicate
+ Segui

Tra Silenzio e Caos
annego
mi rifletto
nell'oceanica profondità
appeso all'attimo
smarrito
in assenza d'ogni sponda
o approdo
Ho scoperchiato
nell'ombra
la cripta autentica
nudo marmo
sepolta a fondo
da un divenire opaco
Abbandonato ogni ormeggio
di umana fonte
affidato all'impermanente
e instabile mutare
dell'esistenza
Questo solo mi appartiene
Questo mio perdermi
questo vuoto
che tanto più desidero
quanto più temo
Non c'é più traccia
dell'Io cosciente
in questo respirare
che graffia
Solo il remare
controcorrente
e all'orizzonte
l'affiorare di un'isola naufragata
Tra i gemiti
del mare sordomuto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju7 novembre 2011
Che cosa ci appartiene? Cos'è davvero nostro? Nulla. Cosa ci attende, cosa ci accoglierà presto o tardi, alla fine del nostro vagabondaggio? L'eterno e assoluto nulla. Ci vuole disperato coraggio per riconoscerlo e per affidarsi coscienti al naufragio, remando controcorrente in un mare sordomuto.
Laura Maira8 novembre 2011
Intensa, vera, amara, vibrante. Dolore e verità in questi versi bellissimi che lasciano traccia di certo. Complimenti.

