1.159 lettori online · 352.157 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 7 novembre 2011 · lettura 1 min · 3112 letture

Nell'ultimo tratto

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
+ Segui
nelle spire dell'oblìo si assopiscono disavanzi di arrivi e partenze informi nella dimensione opaca messa a tiro da un presente logoro inabile posare sguardi nel futuro la falcata stanca imprime insipidi traguardi nell'asfalto sbiadito da un calpestìo affaticato nel fallo del muscolo boicottato dall'attesa della tenebra rapace
♥ 0 💬 8
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Silvia De Angelis
Tutte le opere →

Commenti (8)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
S
Sadness8 novembre 2011

Restando molto eleganti e raffinati questi versi mi trasmettono come una stanchezza di un amplesso immaginato, ricordato, avvenuto o bramato, dove risalta svolgiatezza e scenario consumato, una melanconica riflessione sull'amore, così la leggo e mi piace moltissimo, lirica gradita

C

una vita piena di dolore allontana ogni speranza, svilendo l'animo, profonda riflessione, notevole complimenti

Giovanni Chianese8 novembre 2011

Bellissima! Per me questa stupenda lirica che avvolge nell'oblio gli sforzi di una vita come dice l'autrice e non nell'amnesia temporanea, rappresenta l'ultimo tratto del cammino della speranza, che non demorde l'anima di chi crede nel proprio ideale, anche se i sentieri della vita sono innumerevoli e faticosi da calpestare, la volontà di andare avanti, si andare avanti nel proprio credo, schiva anche le tenebre della morte.

Annamaria Barone8 novembre 2011

E' un camminare stanco sull'acciottolato a volte impervio della vita. I passi si susseguono, quasi senza forza, quasi spinti solamente da abitudine e disincanto, lo sguardo che non coglie più la bellezza del panorama intorno, si cammna perché si deve camminare, senza avere la forza di fare altro. Lirica dolente scritta dalla mano felice di un autrice che qualunque argomento tratti lo fa con innata poesia. Bellissima ed intensa

Cinzia Gargiulo8 novembre 2011

Nell'ultimo tratto del cammino si può arrancare come dopo una lunga e faticosa corsa questo perché la vita può essere travagliata. Allora accade che mentre ci si trascina nel "logoro" presente è difficile vedere i traguardi del futuro che appaiono lontani e resi difficili da raggiungere dalle tenebre in agguato... Eppure, a mio avviso, una luce c'è sempre... Questa è la riflessione che questo testo mi ha ispirato. L'opera è ben scritta e molto curata nel lessico, molto apprezzata.

Patrizia Ensoli8 novembre 2011

Nell'eleganza di uno scrivere, la riflessione su di tempo a venire che inesorabile, non lascia spazio a sogni di una gioventù di ieri... Intensa e bellissima lirica, seppur triste e malinconica di una bellezza rara... Complimenti!!

Garbofania8 novembre 2011

E' forse l'ultimo tratto di Vita, quello inteso dall'Autrice e a mio parere così dolorosamente e lucidamente descritto. In salita è la strada e le gambe son stanche, i muscoli tradiscono lo sforzo. Vedo anziani gobbi e tristi, in attesa di un leggero sorriso, una dolce parola e vorrei abbracciarli .Ho orrore della Loro solitudine, e ogni ruga per me è un ricamo prezioso nell'Anima. Lirica veramente profonda e bella!

rosanna gazzaniga9 novembre 2011

Bellissima! mi ha emozionato leggere questi versi, in cui mi riconosco. Troppo stanche le gambe per arrivare a traguardi ambiti, ci si accontenta di quelli insipidi, in una strada che ormai è sbiadita!