Signora
Ricordo ancora il tuo sguardo
forte, audace
ardito
così penetrabile da far
tremare persino i monti
più forti e imponenti.
Ora guardati,
rinchiuso tra quattro tavole,
il tuo viso sfatto
e biancastro.
I tuo occhi spenti,
cupi,
che vorrebbero incutere
ancora del terrore
son diventati più docili
di quelli di un bambino.
Ed ora sono terrorizzati,
si terrorizzati,
da altri due occhi,
due occhi ancor più
profondi e cupi,
sgorganti di dolore,
odio ed astio
verso tutti,
gli occhi della
Signora Morte
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Commenti (1)
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Ugo Mastrogiovanni24 novembre 2006
Odio e consapevolezza del momento in questi versi, nello stesso tempo dominati da un doveroso, estremo e triste saluto.