A verso d'uccello assomiglia il mio grido
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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A verso di infante,
dolce vagito
sussurro a levante
del vento
assomiglia il mio canto
distante dalle sensazioni
che portano al cuore
al tuo battito assente
al gioco distratto
che impiega per ore
il mio tempo vissuto
nell’ozio costruito
perché possa restare
da sola a pensarti.
A verso d’uccello
ferito al suolo
con l’ala abbattuta
al guaito d’un cane
che pare riposi
ad un ciglio di strada
al fischio del vento
che l’uscio attraversa
con furia violenta
assomiglia il mio grido
che s’eleva segreto
tra le pareti
d’una misera stanza
per giungere al cielo
ma rimane azzittito
dal timore più grande
che è pur vano il dolore
se non consolato
da un piccolo gesto
d’amore.
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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