L'invenzione della pioggia
Giovanni Perri
487 poesie pubblicate
+ Segui

Potrei impiegare meglio il tempo
mentre fumo e l’aria si rallenta
inventare qualcosa di nuovo
magari un nuovo corso di lacrime
per gli occhi
un progetto di ricordi tumidi
da impacchettare
o mettere dentro un bicchiere.
Ci vogliono otto nuvole di gesso per una ceneriera,
l’eco d’un tamburo in caduta
e occhi muti che fingono soffitti;
un boato di avvoltoi nel petto
un silenzio capovolto altissimo
ci vorrebbero preghiere di liberazione
danze e rituali del dolore nella specchiera
un tribunale di lamenti livido e attorto sotto il mento
e un brillare rotto di specchi.
Ci vorrebbe un vetro appannato sulla bocca
una luce gialla profonda come un sonno
e un cielo calloso nelle mani.
Nasce così la pioggia
negli intervalli di stoffa alle finestre
nella teiera fumante
nella conca d’alluminio d’un cucchiaio.
La solitudine di un uomo si misura nell’acqua
nel vano cupo pensiero della morte
questa scultura infima
che è noia
piccola attesa di cenere alle dita
e questo rivolo di fumo
che taglia il giro alla mosca.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
