DieciTre
Luca Ventura
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Volge il destino la lama ad oriente
sfiorando del tempo la trama sottile
d'un cantico oscuro mimando le rime
ricamo d'acciao che il cuore ricopre
Notte custode d'antichi sigilli
brandisce vessillo d'assurdo rimorso
fra fauci distratte d'un drago annoiato
che a scorrer degli anni risponde silenzi
Verde d'incanto il sigillo dell'acqua
plasmato dall'essere assurdo d'un dubbio
fra abissi gelati d'un mare lontano
infranto dall'eco d'un dolce sorriso
Rosso di sangue il sigillo del fuoco
forgiato dall'urlo d'antichi rancori
fra fiamme rubino che avvolsero l'Io
fu preda d'un dirmi siddolce tuo t'amo
Nero di roccia il sigillo di terra
su monti deserti scolpito sul falso
dall'anima oscura di infrante promesse
distrutto dal vero del cuore tuo aprirmi
Opaco cristallo è sigillo del vento
riverbero oscuro di brezza d'inverno
racchiuse il mistero d'assurdo dolore
spezzato dal lustro d'un puro sentire
Gioia e stupore che avvolgono gli occhi
donando dei sogni la chiave perduta
rendendo capace pensare al domani
schiarendo pensieri d'antiche sconfitte
Ringrazio ogni istante che vita mi dona
rendendomi il senso di ogni respiro
legando il mio cuore alla luce del tuo
chiarendo d'instante il concetto d'eterno...
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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