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Introspezione 11 novembre 2011 · lettura 1 min · 6628 letture

Giorni Bui

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Sgretolati vecchi argini mentali erosa la granitica certezza dal fiume tumultuoso delle notti che inghiottono gli istanti riaffiorano in condotti viscerali tra i rimasugli d’abiti dismessi sbiaditi fotogrammi. Il giorno non è più spazio vitale mi illudo di volare in gabbie che impediscono l’ascesa è un cappio che mantiene sempre al palo la trappola mortale d’Aracne che infiocchetta ogni mio sforzo. Di nero tingo i bordi del mio cielo per scorgere uno sputo di lucore come pidocchi scuri uccido l’ore e in lotta per non cedere a frangenti come naufrago annaspo verso ieri nell’alba nuova spero che plachi la buriana di dolore.
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


complimenti (Francesco Rossi)

Commenti (21)

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S
Sadness11 novembre 2011

... riletta, trasmettono un sentito stato d'animo questi pregiati versi, duri ma intensi, in sintonia con stati instabili che ci si ritrova a vivere; e ci si sofferma sul voluto passaggio dell'autore da un maschile al femminile, apprezzata l'immagine che si delinea e il forte messaggio di lotta per la sopravvivenza, bella lirica

Stefania Stravato11 novembre 2011

Si, riletta, avevo apprezzato la prima stesura ma con l'Autore, in quanto questa nuova versione rende ancora più efficacemente il senso di profondo malessere e il faticoso e tenace sforzo di risalire le anse del buio interiore.

carla composto11 novembre 2011

sentimenti forti, spazi troppo stretti, bisogno di evadere, buio solo buio tornare a ieri poter evadere... rabbia tistezza insoddisfazione... intensa lirica ...scritta bene complimenti

Michele Tropiano11 novembre 2011

La poesia si apre con una serie di immagini dure ("granitiche"!) che vengono divorate dal lettore velocemente in attesa del soggetto che è messo solo dopo 7 versi, in modo da mantenere l'attenzione viva con una sorta di ansia crescente. Anche il prosieguo sembra ripercorrere la stessa ansia, che si risolve in quel "cappio" che stringe e verso la fine in quell'annaspare "profugo", con la speranza che si plachi il dolore. Apprezzata soprattutto per come è stata stilata.

Silvia De Angelis11 novembre 2011

Inquietudine esasperante che a volte s'impossessa di noi, trascinandoci in una dimensione difficile da superare, nell'attesa che nuovi spiragli allarghino un orizzonte limitato... Versi apprezzati

M
Moreno Tonioni11 novembre 2011

Questa lirita del Martino ruggisce e graffia l'anima del lettore, grazie a metafore che precipitano diritte al cervello trasmettendo nell'immediatezza il sentire dell'attore. Seguo da tempo questo autore che con passione e pervicacia ricerca "l'onda perfetta" verso una lirica più ricca e incisiva. Questo fare, lo ha portato per un certo periodo a favorire la miglior tecnica sacrificando passionalità e spontaneità che a mio modesto avviso sono fondamento del poetare. Ora il leggere questa poe suggerisce l'inizio di una successiva svolta, che a breve farà del Martino eccelso poeta, libero da eccessi stilistici e più vicino all'emozionalità esternata e trasmessa.

EnzoL11 novembre 2011

io avevo gradito anche la prima stesura... si in effetti più rigida... ma volgare non direi... comunque rivista ora è decisamente migliore... questo testo graffia, incide con uno scalpello d'inchiostro... rimango ammirato dall'elaborato, e vista la mia propensione ai messaggi forti e cruenti non posso che farti i miei complimenti vivissimi e sinceri! grande!

Clara Gismondi11 novembre 2011

Una poesia che mette dentro quel qualcosa che ti rode ...e che emerge in tutta la sua forza in questa bellissima poesia!

Annamaria Barone12 novembre 2011

una ricerca, di una ragione per alzarsi al mattino, per camminare fare amare sorridere, una ricerca di coraggio per non farsi avvolgere dalle spire della depressione, della mancanza di speranza di obiettivi, di sfide... è una poesia introspettiva profonda, dolorosa ed infinitamente bella, perché quel buio lo conosciamo tutti, perché tutti noi lo rifuggiamo ma spesso ci ha ghermito e ci ha sbattuto ina caverna fredda buia dove dormire e lasciarsi andare sembrava l'unica soluzione. prova d'autore piena di empito e di emozione. un plauso all'autore che ha mescolato forma e contenuto magistralmente

Idalgo Visconti12 novembre 2011

Inquietudine e rabbia descritta con magistrale capacità... Complimenti piaciuta...

elisabetta tegas12 dicembre 2011

Letta e riletta, questa splendida poesia che graffia l'anima. Ben scritta, complimenti all'autore

Rita Cottone27 dicembre 2011

intensa... penetrante, avvolge completamente e si avverte il bisogno di andare oltre... di non fermarsi e ricercare dentro di se nuovi stimoli... nuove idee... nuove speranze... Il buio ti imprigiona nella sua falsa paura... dove i pensieri viaggiano... corrodono l'anima... e il dolore esplode quasi come se trovasse la sua pace... Nel buio si trova anche rifugio per se stessi ...scappando dalla realtà...dalla vita... dalla verità...si depositano le proprie armi nel sonno e nei sogni...

Giacomo Scimonelli26 febbraio 2012

urlo poetico intenso... condivido gli interventi degli amici e delle amiche che mi hanno preceduto... versi non facili da scrivere... l'Autore è riuscito non solo a verseggiare elegantemente ma è riuscito a trasmettere perfettamente le proprie sensazioni... complimenti

f
filiberto26 febbraio 2012

Meravigliosa, Duilio, meravigliosa. Quando si inizia la lettura i versi cominciano a fasciare, a immobilizzare, a rapire. Fluidità di immagini e parole portano sino al termine in un crescendo di sensazioni. Toccante e piaciutissima. Fiocco.

rosanna gazzaniga26 febbraio 2012

Avvince questa lirica, proprio come l'aracne che infiocchetta gli sforzi che si fanno per proseguire in un cammino di luce... Immensa, uno stile particolare premia il lettore che si sofferma, rapito dal contenuto.

Cinzia Gargiulo26 febbraio 2012

Trovo questa poesia incisiva e coinvolgente. Le immagini usate hanno grande forza espressiva e danno perfettamente il senso dell'estenuante lotta interiore che si combatte per allontanarsi dal buio cercando di non "annaspare nell'ieri" aprendosi alla speranza di una nuova alba. Condivido il parere del Tonioni che evidenzia come l'autore stia evolvendo verso un maggiore equilibrio tra tecnica e sentimento avviandosi sempre più verso la Poesia e mi complimento per l'ottima stesura di quest'opera.

Grazia Denaro29 febbraio 2012

Una lirica che mi ha molto colpita per l'intensità con cui l'autore mette in risalto i malessere che l'accompagna sia durante la notte che durante il giorno, dove non sente il senso di libertà, serenità e pace che un essere umano dovrebbe sentire normalmente. Versi ben stilati e scorrevoli, opera apprezzata.

Sara Acireale21 marzo 2012

Ho letto con profonda commozione questa splendida poesia che mi ha trasmesso dei brividi per l'intensità, per l'incisività dei versi... Il messaggio è chiaro: lottare per soppravivere in questo mondo dominato da furbi e da lupi famelici... Poesia di alto contenuto e forma molto pregiata. Primo premio ben meritato... Conservo

Arcangelo Galante18 maggio 2012

Una poesia impregnata da un forte pathos che travolge, per il suo sentire in profondità, un destino al quale pare impossibile sottrarsi. A volte, aspettare che passi il doloroso momento e quei GIORNI BUI, sembra sia l'unica soluzione. Un'opera che mi ha emozionato per davvero, malgrado la tristezza del contenuto.

Artemisia28 maggio 2012

Le tenebre sono l'oblio del dolore, rivediamo nella loro dimora i giorni di gioia, ci lasciano immergere in una dolce trappola illusoria, per poi renderla mortale all'alba, quando per noi la luce significa soltanto un nuovo giorno di sofferenza. E ci rifugiamo nei giorni di irei, ricominciando il calvario. Malinconica, ma dannatamente bella.

Nel buio mentale, caro Duilio, per fortuna c'è la luce dell'anima! I giorni bui sono come le ecografie ed io (non mi piace farle!) mi avvalgo di una dolce Musa che mi ispira pure. L'ecografia dell'anima è una delle mie tante dediche!