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Sociale 12 novembre 2011 · lettura 2 min · 4391 letture

Depu (o) ratore

Saverio Chiti 2075 poesie pubblicate
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C’era malsano odore sotto le finestre del mio sobborgo, tutto moriva nel far del giorno e non cresceva più erba, tutt’attorno. Mi sentivo alla gogna in casa mia, per manto ai miei piedi, avevo un prato di fogna. Quando arrivava caldo, come in un girone infernale ci sentivamo svenire, tanto era il puzzo nell’aria che dal cielo, lento saliva via. C’è ora un depuratore davanti alla mia casa, di quelli grandi, industriali con le vasche ampie e le grate di scolo, nei canali. Ma ciò che mi preoccupa è il compenso da me pagato, senza aver in cambio un domani purificato. Scorreva un fiume qui accanto, dove fluiva lenta, una latrina e la mia famiglia, vi era vicina. Ma tu non hai mai bussato a casa mia, sai, io ti avrei risposto... tu con tutto il potere preposto mi hai già recluso come vuoi. Solo perché, son l’oratore della causa contro la tua agenzia, che troppo poco sa di me e di noi. C’è ora un velo di polvere, in casa mia. Io... non abito più lì, preferisco la solitudine del mio podere anziché la tua estrema esalazione, a farmi compagnia.
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Beh un depuratore può essere una cosa giusta! Ma non a ridosso di un paese, che deve sorbirsi, scelte per lo più sbagliate e certamente fatte a scapito di un intera popolazione, solo per il misero guadagno di alcuni. Devo dire che dopo molte battaglie e varie cause, c’è di nuovo buona aria a casa mia… ma anche in “certe” autorità, ancora molta ipocrisia.

L'autore
Saverio Chiti

“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes

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Commenti (1)

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Giovanni Chianese25 novembre 2011

Una battaglia vinta in versi scorrevolmente belli, ora in quella casa si ritorna a respirare la natura, esalazioni di gioia hanno vinto la guerra del degrado nauseabondo.