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Sociale 12 novembre 2011 · lettura 1 min · 1772 letture

Catastrofe

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Piovvero coltelli appuntiti squarciarono il cielo e l’asfalto acqua fango e detriti inghiottiron la terra dall’alto il fiume divenne lamiera ammasso di vita distrutta prima che arrivasse sera annientò la città tutta piovvero coltelli affilati infilzarono anime e cuori di persone rimaste coi fiati sospesi tra paure e dolori il fiume si fece assassino si portò via per sempre la speranza di un mattino in quel funesto novembre violentò la città intera la smembrò la seppellì tra la melma e la bufera rimase affogata e morì.
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L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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Commenti (1)

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Vivì13 novembre 2011

L'ho vissuta personalmente questa catastrofe e vuoi per l'incuria umana, vuoi per la conformazione e per la posizione della nostra lingua di terra, è successo già parecchie volte nel corso degli anni. Il fango non sarebbe un grave problema se non portasse con sé morte e distruzione. Versi che ho avvertito sulla pelle rivivendo gli orrori di quei nefasti giorni.