Catastrofe
Salvo Scamporrino
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Piovvero coltelli appuntiti
squarciarono il cielo e l’asfalto
acqua fango e detriti
inghiottiron la terra dall’alto
il fiume divenne lamiera
ammasso di vita distrutta
prima che arrivasse sera
annientò la città tutta
piovvero coltelli affilati
infilzarono anime e cuori
di persone rimaste coi fiati
sospesi tra paure e dolori
il fiume si fece assassino
si portò via per sempre
la speranza di un mattino
in quel funesto novembre
violentò la città intera
la smembrò la seppellì
tra la melma e la bufera
rimase affogata e morì.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (1)
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Vivì13 novembre 2011
L'ho vissuta personalmente questa catastrofe e vuoi per l'incuria umana, vuoi per la conformazione e per la posizione della nostra lingua di terra, è successo già parecchie volte nel corso degli anni. Il fango non sarebbe un grave problema se non portasse con sé morte e distruzione. Versi che ho avvertito sulla pelle rivivendo gli orrori di quei nefasti giorni.

