1631 Vesuvio
Calogero Pettineo
655 poesie pubblicate
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All’orizzonte labbra
sputarono fuoco
pungendo la fresca terra
al modo di serpente
strisciò famelico
ardendo l’anima sacra
e con fastelli di luci roventi
illuminò la corvina notte
colorando la luna di cremisi
tra i rimbombi di musica cieca
trascinò la vita
nel rosso torrente
senza dar via d'uscita
a coloro che l’han temuto
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (2)
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Cinzia Gargiulo13 novembre 2011
Già... e tante sono le case ai piedi del Vesuvio... la natura ci mette il suo nei disastri ambientali e l'uomo fa il resto... e dopo piange lacrime di coccodrillo. Bella ed incisiva poesia.
Vivì16 novembre 2011
Bisogna solo pregare che la prossima volta, perché di sicuro ci sarà, la montagna dia il tempo di fuggire a tutti gli abitanti dei paesi interessati. Ci amo tutti, che la minaccia che incombe sulla gente campana, rimanga tale ancora per tanto, tanto tempo. Una poesia che mette in risalto uno dei fenomeni più terrificanti della natura quando si scatena. Una poesia molto apprezzata.


