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Sociale 12 novembre 2011 · lettura 1 min · 2808 letture

1631 Vesuvio

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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All’orizzonte labbra sputarono fuoco pungendo la fresca terra al modo di serpente strisciò famelico ardendo l’anima sacra e con fastelli di luci roventi illuminò la corvina notte colorando la luna di cremisi tra i rimbombi di musica cieca trascinò la vita nel rosso torrente senza dar via d'uscita a coloro che l’han temuto
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Commenti (2)

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Cinzia Gargiulo13 novembre 2011

Già... e tante sono le case ai piedi del Vesuvio... la natura ci mette il suo nei disastri ambientali e l'uomo fa il resto... e dopo piange lacrime di coccodrillo. Bella ed incisiva poesia.

Vivì16 novembre 2011

Bisogna solo pregare che la prossima volta, perché di sicuro ci sarà, la montagna dia il tempo di fuggire a tutti gli abitanti dei paesi interessati. Ci amo tutti, che la minaccia che incombe sulla gente campana, rimanga tale ancora per tanto, tanto tempo. Una poesia che mette in risalto uno dei fenomeni più terrificanti della natura quando si scatena. Una poesia molto apprezzata.