Venerdì sera
Emilio Fabris
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Ho sentito,
Venerdì sera,
uno scrittore,
ma io lo chiamerei,
si, diamine,
scrivano,
che satollo e rubizzo,
si beava,
fiero pavone,
del premio assegnato.
Sul palco, godeva,
povero cristo,
con la giuria,
di poveri cristi,
che, compiaciuti beoti,
elogiavano,
cotanto talento.
Ma io no,
caro scrivano,
e anzi, in cuor mio,
confido che Hermes
ti raggiunga lesto,
sui suoi sandali alati,
e il suo falcetto affilato,
recida,
le deboli trame,
del tuo inutile
opuscolo.
©
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L'autore
Emilio Fabris
Gli uccelli sono spariti nel cielo e ora svanisce l’ultima nuvola. Ci sediamo insieme la montagna e io finché solo la montagna rimane. - Li Po Milo
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