Un uomo: la storia del disastro evitato
Michele Aliberti
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Sulla nostra pelle
son passati anni tremendi.
Dai primi giuramenti
del fare cambiamenti,
ai giorni tristi e bui
dei veri fallimenti.
L’uomo non s’arrende
e scuote i sentimenti,
di un popolo sconfitto
dal proprio intendimento.
Affari personali
e gente un po’ banale,
han disegnato giorni
di lutto nazionale,
in cui ogni speranza
sembrava ormai svanita
e c’era l’arroganza
di chi tutto ha capito.
Ma in mezzo all'accozzaglia
di meri ciarlatani
c’è stato un solo uomo
definito tale,
una persona saggia
col senso dell’onore,
un esemplare raro
in mezzo al disonore.
E se l’Italia un giorno
sorriderà raggiante,
dimenticando il tempo
del crollo devastante,
quell’uomo tornerà
ancora nella mente:
quell’uomo ricordato
come il vero Presidente!
©
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L'autore
Michele Aliberti
Credo che ognuno possa esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni: trasformare i pensieri un parole. Scrivere è come lanciarsi in caduta libera, senza paracadute, sapendo di non farsi male, credendo di poter volare, per amare le cose della vita e farsi amare dalla vita!
Commenti (1)
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C
Colomba13 novembre 2011
Poesia adattissima all'evento, ad ogni azione una reazione, forse, liberati da tali misfatti, arriva una boccata d'ossigeno per noi e per l'internazionale, esaltando, le virtù del nostro PRESIDENTE, dire che è un saggio, un santo, un paziente con la gente che non capisce niente,è dire poco. EVVIVA IL NOSTRO PRESIDENTE! un grazie a te che hai saputo con questi bei versi fare un omaggio all'evento.
