Ad un giovane amico Ebreo sconosciuto
Così per te allor Gilad dettai queste parole
qual d'amicizia e di speranza segno al vento
che a te poi le portasse in quell’amaro tempo
del proditorio vigliacco sì tanto odioso atto
“Dicono che i soldati mai non piangono
ma qualora fors’anche tu piangessi ora,
cosa cui non credo, vergogna non ti sfiori
riga spesso il pianto il volto dei bambini
quando del’orco cattivo sentono la fiaba,
per te non da fiaba ma vera è la presenza,
ascolta, credi, ritorna il bel sorriso presto
quando dicon le mamme se n’è or andato
così per te son certo ritornerà quello radioso
presto tu Gilad ritoccherai d’Israel il suolo”
Ora questo nel tempo si è per te così avverato
non più bambin soldato ma già giovane maturo
diventato dopo anni tanti troppi di prigionia crudele
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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Paolo Morganti17 novembre 2011
Condivido e aggiungo che solo una mente nobile come quella dell'autore poteva proporci una poesia su un tema doloroso che ha creato divisioni ancora più forti di quelle esistenti e liberare un migliaio di palestinesi rei di attentati e delinquenze varie non sarà il massimo ma è il massimo ridare la libertà ad un uomo prigioniero da tanti anni e poi aggiungo che chi delinque continuerà a delinquere e verrà di nuovo arrestato, mentre per il giovane Gilad la vita sarà rosea-