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Sociale 18 novembre 2011 · lettura 2 min · 1503 letture

Il lato oscuro di babilonia

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Li ho visti, strisciare furtivi a fianco di zoccole unte sotto umide arcate, inanimati imballi di carne prendere forma, senza radici, senza origini e senza mete, dentro cartoni desueti del consumismo vestire la notte cellophanata. Nel denso vapore di putride acque malsane sorgere spiriti mescolatori di ciarpame arraffatori di carabattole scarti di vita un vecchio gioco bambino, un tostapane fuso una molletta trofei d'una guerra vinta tra uomini persi. Con loro il cibo espropriato era diviso, Babilonia non piange i suoi figli illegittimi il loro razziare indolente la puzza nauseante solo le braccia mancano l'appuntamento di lavoro. Essere chiunque, nessuno oppure un miliardo senza foto e tessere plastificate senza numeri astrusi con me ballava la bionda ingrassata da tempo nella sua foto era divina la star dello scatto d'autore. Lo chaffeur in livrea del suo defunto padrone tesseva lodi avvitando le gambe di ferro; le tasche piene di fogli macchiati dal vino rosso dove poesie tronche a metà perse nell'alcool davano un tono d'altezza all'uomo poeta. Il vecchio con gli scacchi stufo delle mura e dei camici bianchi sorrideva prima delle mie mosse, beffardo vinceva col suo computer cerebroleso, ogni mio sguardo piangeva la donna uccisa dell'uomo che parlava alle nuvole, amici di Paris sotto la torre di ferro. I bicchieri rotti, di vino macchiati le dita ingiallite di tabacco fumato le unghie annerite di terra masticata gli scarponi rosicchiati dai ratti notturni. La gioia senza catene senza sveglie senza orari dormi quando dormi, giochi quando giochi lavori con la mano protesa a chiedere non a dare profitto solo per qualche filoncino di pane. Sfuggire Babilonia sfuggire scelte e imposture spezzare i vincoli sacri lasciare una nauseante sopravvivenza borghese.
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Commenti (6)

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DonnaFPgreeneyed18 novembre 2011

Espressioni incisive, forti, di denuncia di una società che non è a misura d'uomo. Sembianze conosciute ed altre sconosciute con comportamenti scorretti forse provocatori. Una babilonia che provoca forse nausea e stanchezza oltre al desiderio di fuggire. Così mi par di recepire. Lirica in perfetto stile consono all'Autore, prodigo nel donar metafore e in ottimo lessico.

C

alcune persone decidono di diventare barboni lasciando alle spalle una vita borghese, disgustati dagli eccessi della nostra società, notevole poesia complimenti

EnzoL18 novembre 2011

ed è agli agoli di strada, nei suburbani latrati latrine che giornalmente scolpisco nella mia mente la nostra disfatta... tra i cartoni e l'alcool ferrano e martellano demoni delle nostre coscienze... inutile dire che trovo questa tua di una bellezza sconcertante, che la faccio mia persino in chiusa, dove ahimè non vedo risultato che possa adempiere la tua previsione... siamo schiavi io per primo grande cuore, grande anima

lady oscar18 novembre 2011

una realtà che volutamente ignoriamo, su cui poco ci soffermiamo perché rappresenta una sconfitta della società cosiddetta evoluta, "civile"...ma una "corte dei miracoli" simile a quella del medioevo esiste ancora senza tornare troppo indietro nel tempo!! lirica ben descritta, incisiva e apprezzata, complimenti

Patrizia Ensoli18 novembre 2011

Forte disagio in una Babilonia che dilaga ... Una nausea che va crescendo senza possibilità di sfogare ... Bella, condivisa e scritta ad arte, grande stile!!!

Francesco Luca18 novembre 2011

poesia intensa e sentita... tanta gente fa questo passo per liberarsi della convenzionalità di un mondo troppo feroce... splendida