Corto circuito
Sale fumo di freddo
su per grigiastre nubi.
Via vai di umane sagome
riempiono minuti.
Intermittente e torbido
oscilla il mio sapere,
acceso dal su e giù
di un ridondante seno.
Ammetto pura invidia
per chi lo toccherà,
poi torno a inabissarmi
nel gorgo dei ricordi
ora vicini e vividi,
ora lontani e opachi.
Intanto c'è chi vive
la sera che si accende.
L'insegna di quel bar
balbetta luce,
resisterà alla notte?
Rivolgo a me il quesito
e non rispondo.
©
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