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Riflessioni 18 novembre 2011 · lettura 1 min · 3292 letture

Senza parole

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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è il gelo a sopprimere la lucidità dell'iride precipitata in un non vedere d'arte disfatta nelle inflorescenze dolenti di zagare appassite sono conflittualità nei pensieri dolenti discostati da un sensuale brio sulla pelle nel gemito d'un male luttuoso abile nel corrodere la logica rituale eppur sa ricondurre le linee istintuali all'imitazione dell'atavico succhiare il caldo seno materno nell'adempiente saggio persuasivo... senza parole
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L'autore
Silvia De Angelis
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Commenti (15)

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Laura Sensoli18 novembre 2011

Nel gelo e nel male luttuoso vi è all'orizzonte l'atavico gesto d'amore nell'unione di due corpi che all'unisono vegliano istintivamente su un grande amore. Stupenda!

S
Sadness18 novembre 2011

... quando l'amore è contatto, quando è l'unico bisogno il parlare risulta inutile è solo un'opzione, stupendo il messaggio tra questi caldi versi, trasmette tanta voglia di benessere; trovo questa poesia una preziosa lettura dalla quale attingere nuove considerazioni e spunti di scrittura, complimenti

Idalgo Visconti18 novembre 2011

Amore, canlendoscopio di sensazioni e d'intesa... Piaciuta...!

Francesco Luca18 novembre 2011

versi di una bellezza unica... l'unione di due corpi che dell'amore fanno il fulcro di tutto... straordinaria... poetessa

EnzoL18 novembre 2011

come la sento familiare questa tua, cosi accogliente... d'un candore materno, mi ha colpito molto e la trovo diversa dal tuo stile classico... la trovo più confidenziale, quasi bisbigliata all'orecchio veramente bella

carla vercelli18 novembre 2011

Il gelo dell'anima sopprime a volte la lucidità e la logica del pensiero razionale ed è proprio in quel momento di elaborazione del lutto che si avverte maggiormente il desiderio di legami ancestrali in cui prevale l'istinto e il completo abbandono all'altro. Riflessione profonda ed apprezzata.

Midesa18 novembre 2011

profondita' di pensiero che va a scovare nel gelo dell'anima... grandissima riflessione

C

una notevole poesia che suggerisce varie interpretazioni, complimenti, apprezzatissima

carla composto18 novembre 2011

bellissima lirica... riccca di sentimento, di sensualità pura... complimenti alla poetessa...

M
Moreno Tonioni18 novembre 2011

Delicata seppur penetrante... sofferta e amara seppur speranzosa... lucidamente analitica seppur fantasiosa. La De Angelis rinnova ai suoi lettori, il dono di una poesia squisita e gentile che con pennellate di colori accesi suggerisce condivisione del proposto scenario.

Cinzia Gargiulo18 novembre 2011

Poesia dalle moltepilci interpretazioni stilata con una particolare cura del lessico. Apprezzata.

Giorgio Dello18 novembre 2011

Dove il verso scava nella profondità del pensiero, lancia le parole al vento e raccoglie emozioni, una poesia ricca di sentimento, sensualità ed emozione... dove l'interpretazione si abbandona al calore di un dolce, rassicurante seno materno! Proprietà di comunicazione e forte senso del verso... un grande Plauso!

Patrizia Ensoli19 novembre 2011

Penetrante, bellissima lirica bisbigliata dall'anima, analitica nel suo esprimere ricerca profonda ... Molto, molto apprezzata ... Condivido e segnalo!!

Giovanni Chianese21 novembre 2011

Il senza parole, un gelo in gola che supera l'altisonante delle parole stesse, a rappresentare un viso in preda al panico, al dolore, alla delusione o a un malessere misterioso, è come una dichiarazione pregnante dello stato d'animo, aldilà di ogni locuzione verbale, condizione che si risolve cercando aiuto, tenerezza, amore, energia, nel rifugio della compassione, proprio come il bambino che succhia avidamente il seno materno per essere accudito, rincuorato, coccolato. Stupenda è questa ennesima lirica che nel contesto del dolore descrive l'analisi comportamentale dell'umana società, evidenziandone i sintomi psicosomatici e psicologici come una psicoterapia del benessere a ripristinare le condizioni di armonia e equilibrio.

rosanna gazzaniga21 novembre 2011

A volte non si vogliono vedere o avere conflitti che sono in contrasto con la nostra esistenza, ed è allora che si rimpiange il caldo rifugio materno. Io leggo questo in questa affascinante lirica!