Ma dentro il fuoco divora
Gianpiero De Tomi
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Avete colpito la mia pelle
la vostra mano era densa
della sorte propizia dei tempi.
La mia volontà indistruttibile
vi è sopravvissuta.
Cosa resta sulle mie ossa?
Le cronologie delle riflessioni
l'indugio della pietà ipocrita
compromessi dorati
ceneri fredde e sparse
di lussureggianti foreste d'amore.
Risalgono i pensieri
salmoni, nella corrente vorticosa
purissimi e leggeri.
Tutto l'immutabile, è mutato
in qualche urlo di paura
ovattato dall'eroismo
disciolto nell'abitudine.
Ma dentro, il fuoco divora
l'atroce primevo
come una uragano
dalle possenti mani.
L'essenziale sventra
il velato presente
ed un alito di saggezza
si leva nel limbo
dei sogni infranti.
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Gianpiero De Tomi
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