Il lamento di Parsival
Paolo Ursaia
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Favola triste la mia vita...
mille e mille volte ho dato
scegliendo un cuore ingenuo,
giullare che salta e ride
e dà, dà senza chiedere;
ora è stanchezza
che batte e duole nel petto,
malattia che stride.
Vorrei una carezza
senza dimostrare ogni volta
che la merito anch'io;
vorrei fiducia
dopo averla data mille volte io.
E cosa mi resta
della fiducia data
se non mille delusioni?
Ho combattuto credendo
e fui tradito perfino dalla madre;
ho visto sedicenti nobili cavalieri
fuggire al primo cenno di battaglia
ed umili scudieri lottare
quando ogni cosa era perduta...
pagherò ancora io
i cattivi sogni del passato,
ed i peccati altrui
peseranno su me come se miei?
Ti ho creduto,
ed era mille volte più facile
volger le spalle
in preda alle mie paure,
e fù scelta d'amore;
credi in me, ora.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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