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Introspezione 22 novembre 2011 · lettura 1 min · 6006 letture

Penombre

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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A che serve parlarti di me mentre la radio canta canzoni d’amore Ti nego, il parlarti di me quando la voce nelle viscere della terra è imprigionata Cadrebbero parole, in sterili terreni inariditi certo, da vetuste polveri Inevitabilmente affiancati nella dimensione parallela dei pensieri sofferti predestinati forse, all’eterno oblio Non voglio parlarti di me che mentre parlo vivo, la lacerante freddezza degl’occhi Continua a guidare, nel fragoroso silenzio mentre la radio parla d’amore
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Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (10)

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S
Sadness22 novembre 2011

Un'immagine molto bella quella che l'autrice crea nella stesura dei versi, trasmette un melanconico stato d'animo, quei momenti di rassegnata consapevolezza a quello che si sta vivendo; nella chiusa stupenda mi ci sono calata per intero, complimenti, ottima lettura

Idalgo Visconti22 novembre 2011

Incomunicabilità, male dei giorni nostri, che inevitabilmente partorisce una profonda malinconia e vinta da un'inesorabile rassegnazione. Bellissima, redatta con magistrale capacità. Complimenti all'autrice

EnzoL22 novembre 2011

già... a che pro... quando alla fine le parole non bastano più è inutile parlare... si procede in una freddezza angosciante ... fino alla rottura finale... cosa c'è di peggio della rassegnazione... ottimo testo... toccante

Rossi Alessio22 novembre 2011

Quando il dialogo vine a mancare, tanto che non si reputa nemmeno più necessario parlare, si crea una situazione di elevata pesantezza, quasi soffocante... poesia di malinconia infinita e rassegnazione, chiusa bellissima, nel complesso piaciuta molto

Silvia De Angelis22 novembre 2011

Momenti di solitudine, che s'ingrandiscono in una situazione a due ormai spenta, quando le parole si perdono nel vento, e nulla sembra più creare un'emozione vera... Poesia apprezzata

C

l'incomunicabilità e il non esser comprese dall'uomo amato, temi ben trattati da questa notevole poeta, complimenti

P
Paolo Morganti22 novembre 2011

Nella penombra si resta quando a volte si è dimenticati e non si è presenti nei pensieri e nelle corde di chi invece vorresti che dia una considerazione maggiore al tuo essere al tuo pensare e agire cosi per condividere la vita e amare ed essere amati, anche se il tema è velatamente malinconico esprime tenerezza e dolcezza. complimenti molto piaciuta.

elena rapisa23 novembre 2011

Un silenzio sentito come lacerante distanza, quasi disprezzo per i sentimenti di chi "inevitabilmente" deve subirlo. Ma c'è il rifiuto sofferto di non lasciarsi intrappolare; la capacità di guardarsi dentro e reagire tacendo. Versi che pur nella tristezza che emanano, sono fieri e riflettono una profonda introspezione. Quando non è più possibile comunicare, nella rinuncia ad una comprensione troviamo il riscatto in noi stessi. Mi è molto congeniale e come sempre resa in versi bellissimi e sentiti. Me la tengo cara

Clara Gismondi23 novembre 2011

Hai saputo creare il contrasto tra il fuori e il dentro ma l'interiorità prevale con tutta la sua forza. Intima, forte, sofferta... La trovo molto bella!

Rita Stanzione23 novembre 2011

dissonanze tra l'esteriore e ciò che è chiuso nell'anima. bellissima prova poetica!