Le infinite rotondità dell'essere
Sembro un sacco di patate.
Per la posa,
per il peso,
per le forme arrotondate.
Se mi guardo da lontano
son già stanco per lo sforzo,
son già triste per il gozzo,
sono proprio un caso strano.
Se mi guardo da vicino
in un attimo è spavento,
in quel che ho io più non entro,
qui la colpa è del buon vino..
Ma a sta forma elefantina
io non so porre rimedio,
io mi sento sotto assedio,
io mi preferivo prima.
Poi guardando nello specchio..tutto a un tratto io ho capito
ciò che vedevo tra i riflessi..
Ciò che conta è esser se stessi.
Ciò che sono sarò sempre.. anche se più rimbambito.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Abat
Alessandro nasce 23 anni fa nella verde terra Lomellina. L'età anagrafica però non corrisponde all'età reale, che varia pericolosamente dagli 8 anni scarsi agli 80 abbondanti. Vanta il suo più grande successo letterario in un tema di 3° elementare in cui, tra lo stupore dei più, meritò un "Bravissimo". Da quella espe
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
I
Il Crudo29 novembre 2006
una gaia filastrocca, anche se a tratti s'inceppa...
Thinkmaria Ninivaggi16 aprile 2007
Davvero bella... un misto di ironia e semplicità... br come hai riferito nella tua biografia, sei un tipo autoironico, e questa poesia mette questa tua caratteristica in evidenza. br Mi piace tantissimo il finale, molto positivo allegro, bello!
