La puttana triste

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (9)
Scevro da ogni inibizione, rappresentato con forza un quadro di quello che è il calendoscopio della nostra società... una sferzata di realtà oltre ad un'eleganza descrittiva. Piaciuta
leggo e mi commuovo leggo e la vedo quella puttanatriste, n non puttana ma quella bimba che disegna con le mani angeli e fate. E' superba questa poesia di una forza e di una bellezza che sconvolgono
La interpreto come un delicato, triste, compassionevole pensiero dedicato a donne viste diverse, dai più, nella giornata mondiale contro la violenza alle donne. Loro, per scelta? per passione? per costrizione, sopportano una parte della società che se non fosse così 'smaniosa' ...ormai da sempre, forse non esisterebbero che nei focolai domestici. Con una loro intima dignità si difendono dalla brutalità ritornando al tempo ingenuo, forse per salvare quella parte pulita che hanno dentro.
i sogni di bimba e la cruda( fin troppo cruda) realta'...apprezzata molto per le sue sfaccettature introspettive
vorrei lodare il testo ma per prima lodo l'autore... per la sua sensibilità... come sempre, riesci a ricreare con il tuo magnifico stile fantastici personaggi che quasi fiabesca- mente raccontano tristezze fin troppo vere... un testo toccante ed elevato valore morale certo un capolavoro...
Leggo con piacere questo elaborato di Omissan... piacere che nasce dalla bravura dell'autore nel trattare tale argomento con una sensibilità comunemente rara nell'universo maschile. Leggere questa mi riconduce alla mia "Il pierrot e la geisha" e all'accadimento che me la suggerì. Di questa poesia vorrei sottolinerare la squisitezza della forma, la forza della metafora e l'impeccabile fluidità delle parole. Il linguaggio è reso splendido dall'uso di parole come baloccare, caduco e altre che rafforzano l'eleganza dell'insieme. Peccato (non me ne voglia l'autore) che a tali auliche parole venga affiancato hangar e plastificanti. Opinone personale vorrei vederli sostituiti con sinonimi più eleganti. Complimenti all'autore
Una tristezza... madre di tutte le tristezze, m'afferra alla gola, come un cappio ingoiato... correrei a rivendicarla io, potessi... potendo... angelo senza ali, puttanatriste... bambina senza bambole, occhi d'altrui orizzonte... l'abbraccerei, senza dir niente... che dire altro?! Lirica coinvolgente oltre ogni aspettativa!
Sono d'accordo con Enzo, l'autore ha saputo trattare egregiamente con la sua arte fiabesca, una condizione tristissima. Bel lavoro, complimentissimi!







