Non riesco più a ingannarmi

Non riesco più a ingannarmi
oppure a masturbarmi
a limite pregare un Dio misterioso
o mischiarmi tra le processioni
per inghiottire le spine dei Rosari.
Non riesco più ad amarmi
pettinarmi, esaltarmi
impiccarmi con le catene
di già pindarici voli.
Non ho più casa
non ho sangue
non ho sostanza
sono uno scheletro che cammina
nel fango di una meta indefinita.
Non sono più padre
non sono figlio
non ho famiglia
sono un giglio
piegato sullo stelo
occhio spento al cielo
e cuore raggrumato.
Mi batto forte il petto
così forte quasi per sfondarlo
per fare uscire l’altro mio io
la linfa dello Spirito Santo.
Ecco mi scende dalla bocca
è a forma di bava
lo sotterro vicino al mare
nel sale della ghiaia
dove rimarrà in eterno
dimenticato da tutti:
sarà questo il vero inferno?
©
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