Il corpo e l'anima

Maschera, dolce compagna, allegra o triste dei miei giorni,
struccata, immobile stai, giaci fredda, sorrisi non ne fai,
svanite le iridi nel vuoto golem d'argilla di dura roccia madre,
come la bianca marmorea pietra ghiaccia il cuore.
Non piangermi, distacco sarà lieto volo, tra uomini devoti
sarò angelo, guida spirituale, illuminerò gli amori,
mentre le guerre sopirò e luce di totale amore irradierò,
per gli occhi che sanno guardare il cielo e le sue stelle.
Mentre sarai terra come quando l'afflato ti è stato dato,
feconda alloggerai nuova vita che rinascerà nel fiore più bello,
che spanderà profumo inebriando tutte le creature
che ti amano e di te vivono, baciandoti ameranno il nettare.
Non piangere di lacrime asciutte, negli occhi più non vivono,
più non rigano le tue guance, più non nascono dal cuore,
più non muoiono sulle cerulee labbra che baciarono
spicchi carnosi di luna rossa all'ultimo quarto di luce.
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Commenti (4)
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ilaria montali27 novembre 2011
Leggo molta malinconia in questa lirica, di stile impeccabile e ricco dell'emozione di chi si dona senza condizioni, nella piena devozione amorosa.
C
Citarei Loretta Margherita27 novembre 2011
malinconica poesia, c'è sempre dolore in un distacco anche se positiva sarà la rinascita, apprezzatissima complimenti
c
cristina biga27 novembre 2011
Un distacco, provoca dolore ricordi tristi e non, ed in questa poesia d'amore escono tutti questi sentimenti malinconia solitudine, che l'autore con la sua bravura mette in versi e nasce un'ottima lirica, intensa, da segnalare ed un fiocco per conservarla... complimenti...
Patrizia Ensoli27 novembre 2011
Sempre in uno stile unico e perfetto, questa lirica colma di nostalgia e tristezza, regala grande emozione ... Complimenti

