Peso
Lunabionda Valentina Di Caro
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Il peso... del mio stesso peso
sulle spalle lo porto, come un morto
nei giorni di pioggia inzuppato di fango
nei raggi di un sole a cui non riesce a fare schermo
E quando ha raccolto il vomito del cielo
o assorbito tutte le spire del vulcano nero
devo piegare la schiena, sostenere la testa
e come facchina trascinarlo, come sempre, come prima
Lo indosso come un cappotto di mezza stagione
che non serve a riparare, che poi non te ne sai che fare
...magari fosse un parafulmine... dalle emozioni
una cantina dove puoi abbandonare
ciò che non serve... ciò che non usi... ciò che non vale
Sono l'incudine e sono il martello
ho imparato a forgiare col solo pensiero
piegar fra le mie mani il sogno d'un amore vero
costruir di pasta di pane, la volontà d'acciaio
d'una mente che non ha nessun peso
se non quello del mio involucro arreso
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